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Cessate il fuoco

Ogni anno 40mila persone negli Stati Uniti perdono la vita uccisi da fucili e pistole; nel 2021, per lo stesso motivo, sono morti 3.044 studenti. Artisti e cittadini si mobilitano per fermare la strage


Apochi giorni dal massacro in cui hanno perso la vita 19 bambini e 2 insegnanti, sui muri della cittadina di Uvalde, in Texas, sono spuntati murales che, attraverso l’arte, tentano di consolare una comunità ed elaborare il dolore. L’iniziativa, promossa da MAS cultura, un’associazione con base ad Austin che promuove la cultura latinoamericana, ha coinvolto due artisti locali, Kimie Flores e il fotografo Jay Ybarra, entrambi ex alunni della scuola colpita dalla tragedia. Ma in un Paese in cui le sparatorie di massa sono all’ordine del giorno, c’è una lunga tradizione di arte prodotta in risposta e in reazione alla violenza da armi da fuoco. Esempi prestigiosi se ne trovano fin dagli anni Settanta quando i primi effetti dell’esposizione mediatica della violenza ispirarono Chris Burden a mettere in scena la performance «Shoot», in cui l’artista si fece sparare un colpo di fucile al braccio davanti a pubblico e telecamere.

, “Cross for the Unforgiven: 10th Anniversary Multiple” (2012) de Mel Chin.

È del 1990 invece «Untitled (Death by Gun)» di Felix González-Torres, oggi nella collezione del MoMA di New York, un’opera struggente nel suo minimalismo: una pila di fogli su cui sono elencati i nomi di 460 persone uccise con armi da fuoco negli Stati Uniti durante la settimana dall’1 al 7 maggio 1989. Meno sottile ma altrettanto simbolica è invece «Cross for the Unforgiven» di Mel Chin, una scultura composta da otto AK-47, saldati insieme a formare una croce maltese, simbolo delle crociate. Altra artista da tempo impegnata sul tema è Carrie Mae Weems che, già nel 2011, in risposta a un’ondata di violenza a Syracuse, città in cui vive e lavora, aveva lanciato «Operation: Activate», una campagna di comunicazione che invitava alla riflessione su questi temi. Più di recente, in risposta alle violenze della polizia nei confronti di cittadini afroamericani e al massacro della chiesa Emanuel African Methodist Episcopal di Charleston, l’artista ha creato il film e la performance «Grace Notes: Reflections for Now» (2016) che prende spunto dall’attualità per creare un’opera epica. Come epiche e struggenti sono le immagini del progetto «Lost Class», creato dall’organizzazione Change the Ref, fondata dai genitori di uno dei ragazzi uccisi nel 2018 nel massacro di Parkland, Florida. Con la scusa che si trattasse di una prova generale per un discorso di fine anno, il gruppo è riuscito a filmare un noto ex presidente della National Rifle Association (è un’organizzazione che agisce in favore dei detentori di armi da fuoco degli Stati Uniti d’America, Ndr) mentre parla davanti a 3.044 sedie vuote, esattamente il numero di studenti americani dell’ultimo anno delle superiori uccisi da armi da fuoco nel 2021. La stessa associazione ha creato anche «The Museum of Incomplete», per onorare le vite interrotte dei tanti ragazzi che ogni anno muoiono per queste cause. Anche artisti non americani sono intervenuti nella conversazione, come ha fatto JR che, con il suo «The Gun Chronicles: A Story of America», ha viaggiato attraverso il Paese per comporre un ritratto panoramico e corale dei diversi punti di vista sul controllo delle armi e delle tante storie che vivono dietro questo problema. E, mentre il dibattito sulle soluzioni sembra irrimediabilmente bloccato da interessi di parte, si parla di un monumento nazionale alle vittime e di una giornata della memoria per ricordarle, nella speranza di sensibilizzare un’opinione pubblica insofferente alle restrizioni. Un progetto dal titolo «Gun Violence Memorial Project», ideato da MASS Design Group e dall’artista Hank Willis Thomas, è già stato lanciato alla Biennale di architettura di Chicago 2019 e ora è in mostra nel National Building Museum a Washington fino a settembre. Il memoriale è costituito da quattro strutture a forma di casa, costruite con 700 mattoni di vetro, il numero medio di vite interrotte ogni settimana a causa della violenza da armi da fuoco in America.


Ogni mattone è un loculo all’interno del quale le famiglie delle vittime ripongono oggetti appartenuti al caro defunto.
Il progetto è nato con l’intento di creare una conversazione e un modello per un monumento nazionale. Nel frattempo, un monumento temporaneo è stato allestito in questi giorni al National Mall di Washington, il corridoio verde davanti al Campidoglio, dove sono stati posizionati 40mila fiori bianchi, uno per ognuno degli americani
che ogni anno perdono la vita, uccisi
da colpi d’arma da fuoco.

`CAT | Versió extreta de l’edició original italiana del Giornale
dell’Arte

Maurita Cardone
Il Giornale dell'Arte
Il Giornale dell'Arte è un periodico mensile dedicato al mondo dell'arte pubblicato dalla società editrice torinese Umberto Allemandi S.r.l..
Il primo numero è stato pubblicato nel maggio del 1983, sotto la direzione del fondatore Umberto Allemandi, con l'intento di proporre un prodotto editoriale innovativo nel campo dell'arte.

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