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Da Torino a Barcellona: ‘El Temps de les Arts’ annuncia la sua collaborazione con ‘Il Giornale dell’Arte’

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‘El Temps de les Arts’ inaugura una nuova fase ampliando i contenuti e offrendo ai suoi lettori nuove sezioni incentrate sull’informazione internazionale, con uno sguardo a 360º sul mondo dell’arte. Per questo ha siglato un accordo di collaborazione con ‘Il Giornale dell’Arte’, la più autorevole testata d’informazione italiana sul mondo dell’arte, che ogni mese condividerà con El Temps de les Arts una selezione degli articoli più rilevanti. Analizziamo l’accordo e il percorso de ‘Il Giornale dell’Arte’, parlando con i suoi attuali editori Alessandro e Beatrice Allemandi.

Con questo accordo di collaborazione El Temps de les Arts, una piattaforma che in poco tempo è diventata di riferimento nel mondo culturale e artistico dei territori di lingua catalana, raggiunge l’obbiettivo di diversificare la sua offerta con una finestra ampia e potente sul resto del mondo. Gli articoli del Giornale dell’Arte saranno pubblicati ogni settimana in catalano e nella versione originale in italiano nella nuova sezione World Arts, insieme ad altri contributi dei giornalisti e dei critici de El Temps de les Arts.

Oltre a principi e passioni, le due testate condividono l’interesse per il panorama internazionale e allo stesso tempo per la scena locale e la cultura di prossimità, stabilendo un fruttifero dialogo tra le differenti realtà artistiche e culturali del mondo.

Il Giornale dell’Arte fu fondato a Torino nel 1983, da Umberto Allemandi (Torino, 1938) che iniziò la sua carriera alla fine degli anni 50 come copywriter dell’agenzia di pubblicità Armando Testa, con cui realizzò campagne pubblicitarie che fanno ormai parte dell’immaginario collettivo degli italiani. Successivamente dal 1961 al 1981 diventa il responsabile della Giulio Bolaffi Editore di Torino, che da tre generazioni curava l’edizione del celebre catalogo filatelico, ma voleva fare il salto ad altri settori del collezionismo. Allemandi la trasformò in una casa editrice d’arte di gran prestigio, creando la pubblicazione Bolaffi Arte, attraverso la quale conobbe i principali protagonisti dell’arte mondiale. Quando Bolaffi fu acquistata da Giorgio Mondadori Editori, Allemandi capì che era il momento per avviare un progetto in proprio. Nacquero così Il Giornale dell’Arte che uscì nel maggio dell’83 e la casa editrice, che lo seguì dopo pochi mesi.

Pur mantenendo uno stretto legame con la sua “creatura”, Allemandi ha recentemente intrapreso il cambio generazionale lasciando i suoi due figli, Alessandro e Beatrice, alla guida del giornale che ha generato il primo e unico network informativo del mondo dell’arte con le edizioni anglo-americana, francese, russa e cinese.se.

Umberto Allemandi, fondatore d’Il Giornale dell’Arte con sua figlia Beatrice Allemandi attualmente redattore e direttore generale della pubblicazione

Figli di madre catalana, Alessandro e Beatrice mantengono dall’infanzia una stretta relazione con la Catalogna: nei suoi anni di gioventù dei primi anni ‘90, infatti, Alessandro ha anche collaborato per un periodo con la Fundació La Caixa e, con il passare degli anni, la costa catalana è diventata la sede delle vacanze della famiglia. Tali vincoli sono serviti affinché i fratelli vedessero di buon occhio la collaborazione con El Temps de les Arts, pubblicazione che apprezzano per l’ambizione e la solvenza del progetto e la sua vocazione di alimentare l’attività artistica in tutti i suoi aspetti, dall’ambito locale alla proiezione internazionale.

GdA: un percorso esemplare

Architetto di formazione, Alessandro è il creatore del sito web e il responsabile della trasformazione digitale del GdA, che nel formato cartaceo vanta una tiratura di 20.000 esemplari al mese, disponibili in tutte le biblioteche e in vendita sia per abbonamento che nelle principali edicole d’Italia e nei negozi di musei e centri d’arte. Beatrice invece si occupa più dei numeri della società, in particolar modo della sezione periodici. Alessandro e Beatrice Allemandi raccontano in esclusiva per i lettori de El Temps de les Arts la storia de Il Giornale dell’Arte, le sue caratteristiche e i suoi obiettivi.

Alessandro  spiega cheIl Giornale dell’Arte “è stato creato come il primo mensile al mondo, concepito come un quotidiano, dedicato alle notizie artistiche”. Si riferisce alla sua identità e alle sue principali caratteristiche che si comprendono già dal nome della testata: un giornale non una rivista patinata, “concepito, sviluppato e pubblicato esattamente come i quotidiani d’interesse generale, Le Monde o The New York Times. L’unica differenza è che il GdA si occupa esclusivamente di tutto ciò che concerne il mondo dell’arte: dall’archeologia al contemporaneo, dalle iniziative private a quelle istituzionali, dal mercato al restauro, passando per le mostre, i musei e tutto ciò che può interessare gli appassionati d’arte e gli operatori del settore”.

“Pubblicare un giornale d’arte in bianco e nero supponeva una vera e propria rivoluzione estetica e concettuale”, conferma Beatrice. “Le riviste d’arte puntavano sulle immagini e sui colori, invece il GdA proponeva un taglio d’informazione completamente inedito. L’immagine attirò subito l’attenzione e poi i contenuti fecero il resto, situandolo rapidamente tra i mezzi di comunicazione di riferimento internazionale per il mondo dell’arte”, spiega la figlia del fondatore.

Beatrice Allemandi (sinistra) con l’artista Shirin Neshtat

Un altro primato del GdA è stato quello di aver creato il più grande network d’informazione del mondo sull’arte con l’anglo-americano The Art Newspaper, diretto da Anna Sommers Cock (diventata in seguito moglie di Umberto Allemandi), il francese Journal des Arts e più recentemente l’edizione russa diretta da Inna Bazhenova e quella cinese a cura dell’editore Thomas Shao di Pechino. Per alcuni anni furono pubblicate anche una versione spagnola, El Periodico del Arte, e una greca, Ta Nea Tis Technes. “Il network internazionale del GdA è diffuso in 60 paesi ed è reputato come la più autorevole fonte di notizie e approfondimenti del settore. Il network internazionale è organizzato intorno alle redazioni operative di Torino, New York, Londra, Parigi e Mosca, dove confluiscono notizie, opinioni e servizi da corrispondenti di oltre venti paesi e gli articoli di centinaia di collaboratori specializzati”, indica Alessandro Allemandi.

Un altro aspetto rilevante è la filosofia della pubblicazione. Beatrice Allemandi assicura che nel GdA sono fondamentali “i principi etici, l’indipendenza e l’equidistanza”. “La nostra forza continua ad essere immutata da oltre praticamente 40 anni, e si basa su: dare il massimo numero possibile di notizie attraverso articoli prodotti ex professo per il Gda, pubblicare una completa informazione internazionale, dare notizie che anticipino gli eventi, affidare i commenti agli specialisti più accreditati nelle rispettive materie, distinguere nettamente tra opinione e informazione e non cedere a compromessi economici di nessun tipo”, sottolinea Beatrice.

Raccontano i due fratelli: “lo scorso aprile abbiamo lanciato un’edizione completamente rinnovata del sito web, che ci permette di raggiungere più di 300.000 lettori al mese che moltiplicano l’impatto di ogni notizia attraverso i social”. Inoltre, “il sito si struttura attorno a una mappa di navigazione composta da 110 sezioni concepite come micro giornali specializzati. Inoltre, stiamo terminando di digitalizzare tutto l’archivio storico che costituisce una fotografia fedele dello svolgimento della storia dell’arte internazionale dal 1983 a oggi”. “I nostri contenuti servono ed interessano ai collezionisti e ai galleristi, agli studenti e ai professori, al grande pubblico e agli esperti, agli amanti dell’arte antica e delle espressioni più sperimentali della creatività contemporanea”, precisa Alessandro. Da un recente sondaggio è emerso che il 43% dei nostri lettori compra o vende arte, il 93% acquista libri d’arte e il 41% visita almeno cinque mostre l’anno, oltre a fiere e musei. “Sono dati che dimostrando la ripercussione diretta del giornale sul mondo dell’arte”, assicura l’editore.

Alessandro Allemandi, editore attuale d’Il Giornale dell’Arte

Per quanto riguarda le dinamiche di lavoro del network creato dal GdA, spiegano che “tutte le edizioni funzionano in maniera autonoma, rispettando la stessa formula editoriale e questi stessi principi etici e giornalistici. Hanno lo stesso formato e le stesse caratteristiche e condividono articoli e immagini che sono pubblicati in ogni testata in forma autonoma. I loro direttori scelgono le notizie di maggior interesse per il proprio specifico pubblico, attingendo a questa rete d’informazioni”, spiega Alessandro. Sarà lo stesso procedimento che utilizzerà El Temps de les Arts per scegliere ogni settimana gli articoli che possono essere “più interessanti per i suoi lettori, selezionando il meglio che l’arte ci offre in tutto il mondo, per rendere più interessante la nostra vita”, riassumono. Uno strumento prezioso per una pubblicazione nata in Catalogna, che sta muovendo i suoi primi ma decisivi passi con l’intenzione di proiettare la cultura catalana nel mondo. E proiettare il mondo nella cultura catalana.

Roberta Bosco
Periodista d'origen italià especialitzada en art contemporani i cultura digital, comissària d'exposicions i docent. https://arteedadsilicio.com

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