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L’enigma beeple

Llegeix-lo en català

È il campione del fenomeno degli Nft, l’ultimo avatar
della cultura Pop, apoteosi della banalità assoluta

Per rispondere all’enigma Beeple e capire perché, secondo «Il Giornale dell’Arte», è la persona più significativa del 2021 nel mondo dell’arte, ci sono due modi di analizzare il fenomeno. Per prima cosa sapere se l’approccio di Mike Winkelmann (nella foto), la persona dietro Beeple, appartiene al mondo dell’arte, e poi capire come si situa nel mercato contemporaneo dell’arte il prezzo di 69,3 milioni di dollari ottenuto in asta dalla sua opera «Everydays: the First 5000 Days». Io e tanti miei colleghi, anche più giovani di me, ci siamo sentiti totalmente esclusi intellettualmente da questo dibattito, perché la logica e le regole che usiamo per valutare il mercato dell’arte sono state affossate dal fenomeno degli Nft (Non Fungible Token). Già avevamo difficoltà a capire i recenti aumenti del mercato dell’arte contemporanea, rifugiandoci dietro dotte analisi di bolle speculative e altre schizofrenie del mercato. Gli Nft sono stati il colpo di grazia. Per questa ragione ho chiesto a tre persone di aiutarmi a capire meglio questo processo: un banchiere versato nell’arte, un programmatore di grande talento e un artista visivo digitale. Il banchiere mi ha fornito la prima chiave importante di lettura per capire questa vicenda. I 69,3 milioni pagati per «Everydays: the First 5000 Days» non sono da intendere come la stessa cifra in dollari che consente, per esempio, l’acquisto di una palazzina di lusso a Milano o a Londra. Poiché il pagamento è stato effettuato in Bitcoin, dobbiamo capire qual era il prezzo quando l’acquirente è entrato nel mondo di questa criptovaluta. Il valore di creazione era di 0,001 dollari e successivamente il prezzo il più alto è stato di 68,513. Per esempio, nel caso in cui il nostro acquirente fosse entrato nel mondo dei Bitcoin all’inizio, nel 2012 con 1 dollaro avrebbe acquistato l’opera di Winkelmann. Per le ragioni che spiegheremo più avanti, uno dei pionieri del mondo Bitcoin può riconoscersi in questa storia e per una cifra modica di base acquistare questo trofeo. Il programmatore è stato ancora più desacralizzante in merito alla presunta aura dei «First 5000 Days». Per lui si tratta solo di un accumulo di dati estremamente banali messi insieme senza alcuna metodologia. Ritiene che qualsiasi videogame è, dal punto di vista tecnico, infinitamente più complesso e interessante; per esempio, quando comprate un libro stampato, non acquistate i caratteri mischiati casualmente, ma articolati come li vuole l’autore. Ha anche aggiunto che, se fosse un libro, si tratterebbe di un libro di una banalità assoluta, andando la fonte d’ispirazione da «Star Wars» a Super Mario, da intendere non come il nostro presidente del Consiglio ma come il personaggio di uno dei videogiochi Nintendo… Quindi distante anni luce, per esempio, dal sofisticato mondo dei manga giapponesi. Il colpo di grazia è arrivato dall’artista visivo digitale. Anche lui nota la banalità dei dati che, afferma, potrebbe anche essere una dimostrazione della ripetizione infinita degli atti della nostra vita, ma aggiunge che la riproduzione per 5mila giorni dello stesso conformismo di vita non gli conferirà lo statuto d’opera d’arte. Secondo lui, per esempio, la Street art, anch’essa multiripetitiva, è infinitamente più interessante e Beeple sarebbe solo l’ultimo avatar della cultura Pop. Detto questo, è rimasto sconvolto nel sapere che Beeple ha due milioni di follower su Instagram. Ci siamo chiesti se questa non sia la vera chiave di lettura del fenomeno. Personalmente sono sempre stato molto interessato all’arte visiva digitale e credo che il modo migliore per arrivare a una conclusione sia il confronto con altri artisti. Il mondo subacquatico, antartico, desolato di Giacomo Costa e la visione virtuale delle strade distrutte di Aleppo nel lavoro di Thibault Brunet hanno una forza, una grazia, una poesia totalmente ignote al mondo banale e primario di Winkelmann. C’è un punto che non ho ancora capito rispetto all’arte Nft. Mi spiegano che si tratta di una chiave che rende inviolabile la proprietà dell’opera. Benissimo, ma visto che «Everydays: The First 5000 Days» è stata riprodotta ovunque, qual è l’interesse di averne la proprietà esclusiva? Stampare delle t-shirt e altri prodotti di marketing tipo le tazze da tè con il volto della regina d’Inghilterra?

ITA | Versione tratta dall’edizione originale italiana del Giornale
dell’Arte

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