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Non per data ma per tema

La direttrice Flaminia Gennari Santori illustra i criteri delle nuove Sale del Cinquecento al piano nobile di Palazzo Barberini.In primavera Holbein in cambio di Raffaello e in aprile il riallestimento del Tre e Quattrocento.

Palazzo Barberini, Sala 12. Tradizione e devozione, Foto Alberto Novelli

L’8 ottobre le Gallerie Nazionali di Arte Antica inaugurano il nuovo allestimento delle Sale del Cinquecento, ospitate nell’ala nord del piano nobile di Palazzo Barberini. Si tratta di sette sale che ospitano 38 opere, ora distribuite secondo un nuovo impianto concettuale che, integrando il precedente ordine cronologico e geografico, individua approfondimenti monografici e tematici. Varcando l’atrio Bernini, il visitatore attraverserà, ad esempio, la sala «Tradizione e devozione», contraddistinta dall’iconografia della Sacra famiglia, la sala «Lorenzo Lotto», interamente dedicata al «Matrimonio mistico di Santa Caterina» del pittore veneto, o ancora la sala «Lo sguardo del Rinascimento», incentrata sul tema del ritratto, con opere come la «Fornarina» di Raffaello e la «Maddalena» di Piero di Cosimo. Il nuovo allestimento è l’atto conclusivo di un’operazione che ha interessato l’intero piano nobile, dapprima con l’intervento nell’ala sud, nel 2017, e poi con le sale del Seicento nel 2019.
Come spiega la direttrice delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini, Flaminia Gennari Santori, che con Maurizia Cicconi e Michele Di Monte ha curato l’allestimento, l’operazione sottende finalità più ampie e complesse, volte a evidenziare l’articolazione dello spazio barocco all’interno del Palazzo. «Operare questi interventi a museo aperto ha comportato notevoli criticità di cantierizzazione, riflette la direttrice Gennari Santori, ma al tempo stesso si è rivelata scelta perfetta al fine della comprensione della storia del palazzo, della collezione e dei suoi percorsi. Con Enrico Quell, autore del progetto di allestimento, abbiamo desiderato capire e trasmettere al pubblico come funziona e opera un museo. Allestire una galleria come quella di Palazzo Barberini non è semplice. Disporre le opere in ordine meramente cronologico non è sufficiente, e spesso rischia persino di essere fuorviante. Per questo, abbiamo cercato di creare degli accostamenti, delle associazioni che possano riuscire stimolanti anche da un punto di vista visivo, tematico o contestuale. Qualche opera è stata “isolata” di proposito per suggerirne una visione esclusiva e ravvicinata, altre, invece, sono state riunite per mettere in risalto un confronto che non sia solo storico o estetico, ma anche antropologico, come nella sala dei ritratti. Ma le opere possono essere “imparentate” anche da più stretti legami di sangue, per così dire. E lo si potrà apprezzare pienamente nella grande sala “dinastica” dedicata alla famiglia di papa Urbano VIII e nipoti».
Quali le prossime iniziative del Palazzo? «Al momento stiamo lavorando a importanti restauri, come quello sulla grande pala con “L’Allegoria dell’Immacolata Concezione” di Giorgio Vasari, acquistata cent’anni fa dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica e mai esposta a Palazzo Barberini perché subito concessa in prestito alla Città di Arezzo, o come quello effettuato sulla cornice cinquecentesca, di committenza senese, dello “Sposalizio mistico di santa Caterina” di Girolamo Genga, visibile all’interno del nuovo allestimento. Nella primavera del 2022 la “Fornarina” sarà alla National Gallery di Londra per la mostra su Raffaello, e il museo inglese ci presterà la “Dama con lo scoiattolo” di Hans Holbein, che esporremo, accanto al “Ritratto di Enrico VIII”, sempre di Holbein, nella sala dei ritratti, in una preziosa occasione di accostamento fra ritrattistica italiana e nord europea. Infine, sempre nell’aprile del prossimo anno, la lunga operazione di riqualificazione del Palazzo si concluderà con l’allestimento, al piano terra, delle opere del Trecento e del Quattrocento».

ITA | Versione tratta dall’edizione originale italiana del Giornale
dell’Arte

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Il Giornale dell'Arte è un periodico mensile dedicato al mondo dell'arte pubblicato dalla società editrice torinese Umberto Allemandi S.r.l..
Il primo numero è stato pubblicato nel maggio del 1983, sotto la direzione del fondatore Umberto Allemandi, con l'intento di proporre un prodotto editoriale innovativo nel campo dell'arte.

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